martedì, marzo 17, 2009

Ho davvero bisogno di urlare.
Vorrei trovarmi su di un'isola deserta, e godere di pura solitudine fino a quando non sarò guarita, fino a quando non avrò capito...se qualcosa da capire davvero c'è.
Vorrei avere un'altra vita, così potrei sbarazzarmi di questa e ripartire da capo. Vivere la bella copia, senza sbagli, senza sorprese, senza cadute libere. Vorrei un nuovo foglio bianco, sì. E lo vorrei proprio ora.
Oppure mi vorrei aprire ed aggiustare, togliere le parti marcie..quelle che ogni tanto mi muoiono dentro. Aprirmi e spazzare via le foglie morte, insomma. Voglio togliermi questo enorme peso dentro, voglio che non riaffiori più...voglio smetterla di dover far finta che vada tutto bene ed urlare, cazzo. Urlare...

martedì, marzo 10, 2009




A volte penso a quante persone esistono su questa terra..ed a quante poche siano quelle che fin'ora hanno incontrato il mio cammino..linee parallele alla mia, non destinate ad essere rilevate.
Una sola mi ha accompagnata per tutta la vita, fedelmente.
Una me l'ha invece cambiata, la vita.
Altre sono state determinanti in alcune scelte, ed è grazie a loro se molte cose importanti della mia vita sono tali. Alcune sono state fondamentali per alcuni periodi, e poi, per svariati motivi, se ne sono andate. Alcune di queste sono sembrate importantissime per alcuni momenti, ma si sono poi rilevate semplici apparizioni..che forse poi molto non avrebbero davvero cambiato. Ci sono persone che amo, follemente amo, anche se sono purtroppo lontane..ma proprio per questo essenziali. Penso a loro molto spesso, e perciò sono per me molto più presenti ed importanti di altre, costanti ma insignificanti. Ci sono alcune persone che forse invece non sanno che non le dimenticherò mai, anche se per loro forse nemmeno esisto.
Ma ce n'è una..una che per il semplice fatto che esiste riesce a ditruggermi. Il suo solo nome mi rende cupa, ansiosa. E quando penso che questa è solo una persona..mi sembra assurdo. Una persona come me, come tante e niente rispetto a tutte quelle che amo..ma è allucinante come il suo solo esistere, su questa terra, incurvi la mia esistenza...riempia i miei pensieri.

venerdì, gennaio 30, 2009


E pensare che questa è solo una delle mille combinazioni di vita che potevano capitarmi... Tremenda voglia di scappare, ed allo stesso tempo riesco a sentirmi pesante, pesantissima... Come se fosse passato chissà quanto tempo dalla vecchia me..soffoco! Vedo nero...
Che affanno il mio cercare la felicità. Che tutto questo sia stato progettato per farmi crescere? Sindrome da Peter Pan? Non voglio convincermi che crescere voglia dire avvelenarsi. Perchè è poi così dura abituarsi al cambiamento? Mi sento come se grattassi contro una superficie ruvida... Questo posto, nel mondo..questo posto non è compatibile con me. E poi, perchè crescere se è possibile non farlo? Ci sono scorciatoie, io le conosco. E allora, perchè non prenderle? Sembra così facile... Il vero problema, sempre, è sapere che esistono alternative. Perciò, non riesco a credere a tutti quelli che mi ripetono che questa è la realtà. Mi sento un albero e posso percepire, nettamente, le foglie secche staccarsi, una ad una dalla mia vita. Che succede? Sono morta io...o stanno morendo loro? Vedo le persone, ordinatamente, chiudersi la porta alle loro spalle e rincorrere la propria vita. Tutti al passo. Tutti così pieni di vita. Io? Una parte di scenografia, ormai. Com'è successo? Come sono arrivata fin qua? Stento a credere che questa sia stata davvero io... Tutto quello che so è che ciò che sono tenta in ogni modo di resistere, opporsi, a tutto questo...

martedì, gennaio 06, 2009

…sì alla piazza ed a tutto ciò che significa, sì al mio albero genealogico, ai vecchi tram milanesi, sì alla Par Tòt ed al suo entusiasmo, a chi c’era..ed al suo bicchierino, sì a MANOR, sì al concerto degli Smashing Pumpkins, sì a capitare sotto casa a Tucci, sì a laurearsi, sì alla nuova casetta di Davide, al matrimonio di Pablo e Cristina, oui à l’Artemis, sì a Selinunte, sì ad andare in colonne, alla Notte Rosa di Rimini, sì alle collane hawaiane, sì al Kandoo, sì a Spppartaco, sì ai primi giorni di primavera, ai ristorantini coi tavoli per strada, sì al mio tostapane, all’omino del vento, alle passeggiate in riva al lago, sì al conto alla rovescia per gli esami, sì al gelato fritto, sì a Campo dei Fiori, à le jet d’eau, a tutti i dolci siciliani, sì a chi mi porta sul manubrio da una parte all’altra di Bologna, ai mercatini di Natale sotto il Duomo, a Brock e Millelire, sì alle cene in tanti, sì al Parc de Bastions ed ai suoi scacchi enormi, sì ai vegetariani, a convincerli in una notte ad andare a Roma, a prendere la pillola, sì a Le Stanze, ad Emo ed a Core, sì al settimo piano di via Carabelli, sì al pedalò, a modellare palloncini, a fare l’inglese, sì a trovare qualcuno con cui parlare francese, a suonare i campanelli nella notte, a Goran Bregovic, à l’Horloge Fleurie, sì alla mia pianta carnivora, a SoNia e alle schede di mortalità, a chi cerca il Tpo per ore, oui à la Fete de Genève, sì al puzzle di Bologna, alle canzoni per il Gianni, sì agli attici a Milano, al 110 e lode più inatteso della storia, ai francesi che sono venuti per la mia festa, sì al Ponte Milvio, al mercato delle erbe, ad Arno e Ram, sì a portare in giro il nano, a conoscere uno degli Him, al guaranà, al Lazzaretto, a chi cerca pacatamente di darmi il suo numero, sì al weekend a Roma con Edy, a tutti i bambini che si sono persi all’Ikea, al mio spazzolino affianco al suo, a Sara, sì al Mom, alla Ryanair, sì a salire sulla Torre degli Asinelli finalmente, alle rose dagli sconosciuti, a farmi lanciare in aria, ai negozi di animali, sì ai pezzi mancanti, a Trottolino, a quando non metti la sveglia, alle verdure, ai posti di blocco, ad entrare con lo sconto erasmus, a Freccia e Nanà, al Brix Onlus perennemente senza ghiaccio, sì al cappuccino, sì alle “fine primo tempo”, ai caffè di Cernusco, alle feste a scienze politiche, a vedere Baricco, alla storia dei bianchi e dei colorati, sì al 14 Julliet, sì a Baris, sì alle chiamate dalla Cina, alla cucina greca, a tutti i cinesi amici di Silvia, sì al Latte+, alla presentazione della Bicocca, sì alle estemporanee di Jole quando capita sotto casa e vuole farmi uscire, sì alle casette di via Lepanto, al mio primo correttore, ad organizzare il compleanno a Davide, a Via Cairoli 6 e 8, a dormire in aeroporto, sì al gioco della marmitta, al MAMCO, ad abbracciare Manuel, a fare la spesa ma no a passare le cose alla cassa, al Kef ed il Rizzo da me, sì a Venditti, sì all’appartamento in Via Clusoni 2, a Favignana ed al Villaggino, ai “regali” dell’Ikea, alla Millemiglia, ad addormentarmi mentre Paola mi parla, sì a chi sale su una macchina a caso ed esce dall’altra parte, alle ambulanze più lente della storia, sì al Trombì, al concerto di Vinicio gratis, sì all’artigiano in fiera, a chi cade nella vasca dei pesci, ad Adi e Davide che corrono in mutande in Piazza Maggiore, sì al Rolling Stone, sì a nascondersi dietro le sdraio durante una festa, al Nabab, alla pizza a 4 euro della Sirenetta, ai bignè con la crema pasticcera, sì a riempirgli la faccia di baci, a camminare scalza, sì a scappare a Rimini, a chiedere informazioni alle statue, oui au Batiment du Schtroumpfs, a salire sulla Mole Antonelliana, all’Oasi di Selinunte ad al suo appart. 426, sì al Fioravanti, sì al corso di taranta, a studiare sul balcone, a cenare al Seven, sì alla Curva dei Baci e soprattutto ai suoi buttafuori, ai treni svizzeri ed agli italiani che ci lavorano sopra, sì alla frutta, ad Ambrogio che mangia le ciliegie, a chi fa a pugni con il mondo, sì ai giochi in scatola, sì alla roulotte in riva alla Rhone, a Benni, a Tucci che viene perquisito ovunque, sì al Circolo La Fenice, a chi regala dieci euro per un’intervista, sì a Gardaland Winter, sì a spiare i vicini, sì al lungo Tevere, al delirio all’Ikea, à la Place de Nations, sì agli Oh Bej, Oh Bej, a chi si siede al mio tavolo dal niente, al passante a Porta Romana, sì a chi vende poesie e a chi me le regala, agli stivali pelosi, sì alla Fontana di Trevi al notte, sì alla gang del Tavernello, sì a quando Giggio canta, a via Montenero ed ai suoi dejà-vu, sì ad infilarci nei cantieri, a cercare mobili, all’aula C, sì alla Mariangela, al Burrificio Lambrate, sì alle feste in Montagnola, sì a Grillo al Palabam, a Melchiorre, all’alto tasso di socializzazione ed allegria che regna in Bikokka, al mercatino di Papiniano, sì anche questa volta al primo di maggio a Roma, sì alle grigliate in pieno centro a Milano, sì alla statua di Pinocchio, ai viaggi di notte in espresso, a tutte le fontane e piazze di Roma, alle Zuffe, ai ghetti, ai giochi di magia, a finire gli esami, agli arancini di riso, ai 99cent, sì al sosia di Renato Zero, al Colosseo, alla laurea di Andrè ed a quella di Matilde, a pattinare con lui, sì al lancio del bouquet e della giarrettiera, alla scelta del vestito, sì a fastweb, a fare le 6 di mattina, ai black-out a Milano, sì al Tg13, sì alla sig. Anna quando va in tilt, alla mia foto su Flickr, alle fughe dai controllori, sì alle scarpe, sì a chi cammina sui tacchi al piano di sopra la notte, alle bufere di neve, al Villaggio Globale alle 2 di pomeriggio, al C.S.A. Vittoria, all’aper al Maga Furla, a traslocare con una panda, sì al Mì Furner, sì ai viaggi in bagno sul treno, sì a scavalcare le reti, alla casina di Pablo e Cri, sì alla mia bici tutta rossa, alla bocca della verità, sì a Novecento, sì a scambiare persone per commessi, alle serate in Pratello, sì al “melon l’è bon”, al Naza da me, sì alla scatolina che fa il verso dell’alce, oui à la fondue, sì a Porta Portese, sì alle tipe che si disperano in Piazza Duomo, al viaggio verso Zurigo, ai calzettoni di lana, al cannolo siciliano, sì a giocare a strega comanda color in Sante, sì ad attraversare Ginevra scalza con un materasso in mano, alle crisi di pianto, sì al Museo Nazionale del Cinema, al Baraccano, sì a chi corre nudo per Bologna, alla Carta Più, sì a fare cose, a chi ha la scimmietta, sì a giardini di Scienze politiche, sì ai latinos, a Milanoetnica, a chi crede che mi sia laureata e allora mi fa i cori, al sosia di Muccino che esce sempre quando meno te l’aspetti, sì al micino Luigi, alla singola, sì a chi è sciiiemo, sì a Ginevra, a rivedere Al, agli infradito, ad andare in moto ad Agrigento, sì a Jole, Giusy, Panajota, Dani e Giggio, sì ai giardini di S. Leonardo, a far sgomberare le coinquiline, a commuovermi più della mamma dello sposo, sì all’ennesimo concerto degli After all’Estragon, alle prof incinte, al museo egizio, agli acquisti in Montagnola, agli amici di Ale, sì all’uomo della mia vita che chiama a casa e poi passa a prendere il caffè, a Piazza Vittorio, ai seminari, sì a Paz!, oui à la vue sur Genève, alla mamma della Ali, sì al Santuario delle Grazie, al bar Replay, a fare compagnia ai malati in rianimazione, sì a tutti i preti che mi hanno aiutata quest’estate, sì a Villa Ada, a portargli la colazione la mattina a letto, a Facebook, a chi si presenta in kilt con un peker da 10lt alla festa della birra, sì alle mie Birkenstock, sì a “Io me e Irene…”!, sì alla Casa 139, alle crisi di pianto, ai semafori più lenti della storia, al couscous, alla Valle dei Templi, a trovare Giusy nella metro di Roma, sì al Ranch, sì agli yuppi in Brera, alle perversioni dei vecchietti, a fare le pulizie insieme, sì al falò sull’argine a Suzzara, sì al compleanno di Giggio ed ai trenini sul pianerottolo, sì al giardino di agraria, ai sabati a giocare a scacchi, ai popcorn, a strappare il vestito, sì a Er Caffettiere, a fare le 150 ore, sì alle dieci piantine sul balcone, alla stanza 205 dell’Hotel Campidoglio, sì a Bombocrep, alla casa di Pirandello, al cinema in 4D, ai diretti, sì a Brescello, agli scherzi della laurea ed a tutti quelli che ci hanno lavorato su, a chi dimentica il reggiseno sulla mia macchina, al mio hard disk tutto rosso, sì alla Chiodini, al trasloco coi carrelli e col furgone, a quando la radio dà il meglio di sé, sì a chi mi regala i biglietti per Bologna, ad Umberto alla guida, a via Pavia a Roma, ai pantaloni indiani, sì al Pillow Fight a Bologna, sì a Chiara, sì alla Gelateria San Francesco, a tagliarmi i capelli da sola, sì alle vere e proprie “provole romane”, oui à la Vieille Ville de Genève, a chi ti dà un passaggio quando ne ha bisogno, a giocare a piedi nudi ai giardini, ai tetti che si vedono dalla mia finestra, sì a Montecchio Emilia e Cavriago, al cinema da sola, sì a mangiare un gelato in macchina guardando l’alba e fuori è freddo, sì a saltare le onde, alle vacanze col mio morosino, ai giochi al Chiringuito, sì a farci gli squilli nonostante la moda ci sia avversa, a Palermo, al suò Ballarò ed alla sua Vucciria, sì a Paolini, sì al fotografo di playboy, al Tanari, sì alla stanza dove piove sempre, alle gare di proverbi, sì a chi “pitbull!”, alle letture in macchina, a chi è in tesi, agli iscritti all’AIDO, sì alle tessere punti, all’Arena del Sole, sì all’OMS, sì alle mie prime mimose, a Skype, sì a chi mi trucca, sì al Gallo Matto ed a JeanPaul, sì a tornare per sorprenderlo, agli “andiamo da me?”, ad avere due bagni, sì al CocaMalibu, a Piazza di Spagna sempre e comunque, alle catacombe dei cappuccini, sì alla bici a Bologna, sì a casa nuova ed ai nuovi coinquilini, al Parco del Valentino ed al suo borgo medievale, a festeggiare il capodanno cinese, al circolo della Grada, a Ronfolo, all’abbonamento ad Internazionale, sì a quando non hai più soldi neanche per mangiare..e ti inventi di tutto, sì a Trastevere e Piazza Trilussa, sì a Giacomino ed ai soldi che si è intascato, alle viste su Roma, a Lino, a chi ti apre alla porta nudo, a Giorgio, Pasquale, Luca e Boris, alle “notti d’oriente”, ai negozi di Via Torino, a chi gioca alle super caccole, sì a Puzzlebubble, al ritorno di Gloria, alle espadrillas, a girare Bologna con la guida di Roma, alla trattoria Torremuzza da Peppuccio, a tutta la gente che si conosce in viaggio, a Caos Calmo, sì ai panzerotti da Luini, agli inteeeerioors, a chi “terzo mondo”, sì a chi se potesse…rotolerebbe, al viaggio con un pesce rosso nello zaino, al Mammut, alla foto con Manuel, ad Edy sulle scale mobili, alla libreria della Coop, sì alla Villa Novecento, a chi ha dei problemi con gli evidenziatori, sì a fare la sorpresa a Silvia prima della sua partenza per la Cina, sì agli “what’s???”, ai Madonnari delle Grazie, sì ad importunare gli scarpolini in vetrina, oui à Rue De La Dole 19, a chi “Ciucciati il cuscino”, alla roulotte in riva alla Rhone, a Diego e Dario ddddde Rrrroma, sì ai vodka&redbull al Vicolo Bolognetti, a Rubens, sì ad Edi e Tucci a Ginevra, ai mè cojoni, ai diciassettenni con la macchinina, sì ai messaggi dolci della mia sorellina, ad aspettare sveglia mia mamma, alle letture di Irene, ai cremonesi ricci del bar Lex, a Edy alla ricerca de n’emo, a chiacchierare con metà Afterhours, ad uscire in sei incappucciati e con le candele in mano, a lavarci i denti insieme, al basmati, sì alla Street Parade di Zurigo, sì a chi va in giro a fare la gnocca, sì a Davide con le mie mutande, a quando stai facendo la grigliata di Pasquetta e nevica, a scambiare i cartellini dei vestiti, sì alla vecchia punk, alla tipa che sente le urla ed a quella col cane che “poverino, ha un tumore”, sì al tour dei posti di Santa Maradona, ai fuochi d’artificio, al Bar de’ Marchi, sì ai bagni del Roxy Bar, a starsene in cabina di pilotaggio con una bottiglia di moscato, a quando mi disordino, sì a pagare da bere a Roberto Dell’Era, alle 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita, sì alla stazione di Bologna ed a tutta la gente che ci ho incontrato, sì al Bar Pastis, a fare le alci, sì alle guanciotte del mio amore, sì a tornare a Bologna dopo 5 mesi, al suo orecchio sul mio cuore, sì al sole di Bulagna spalmato sui tetti, agli orecchini, sì a Torino per l’ultimo, agli amici che ho lasciato a Bologna ed a tutto quello che hanno fatto per me, sì alla festa, festa fino al mattino…

…sì alla vita…

domenica, dicembre 21, 2008


Già mi manca il tuo sguardo puntato addosso,

un pò sbieco..ma protettivo,

i tuoi mille umori, le mille persone che rappresenti...

Mi mancano i tanti segni della tua presenza,

il cercarti, fra mille.

Mi mancano le luci fieve, i tuoi lineamenti.

Adoro il nostro ricordo, il pensare a come tutto è cominciato,

adoro tornare e trovare sempre aria buona da respirare,

persone da salutare, strade da camminare..

nostalgia da piangere.

E' sempre un'emozione, un battito accelerato,

qualcosa di magico che non riesce a bastarmi,

seppur piccola e sempre la stessa..ma poi no,

in realtà non lo è..

giovedì, agosto 21, 2008


" Ti scrivo di questa nostra cosa che è finita, e di come sono, di cosa penso ora che l’ho persa, e soprattutto, ora che lo so che l’ho persa.
Nessun animale è sempre esistito in natura ma…alcuni mostrano più degli altri la giovinezza della loro specie…sono animali che vivono di una bellezza estranea e originale rispetto a quella del mondo, animali puri e belli, perché nuovi, vulnerabili e fragilissimi, perché nuovi, sono gli ibridi, sono i pipistrelli, i lemuri, quei lemuri che erano stati nell’isola della febbre del ragno rosso, mi pare, perché gli uomini dovevano proteggerli dalla loro stessa fragilità, dall’esposizione alla morte, cui la natura li aveva destinati ritorcendo contro di loro, la loro voglia di crescere, di vivere fuori dai progetti e dai disegni della natura stessa. Gli ibridi sono così, volatili come lo sono quegli elementi troppo leggeri per restare a terra, e caduchi come quei gravi troppo pesanti per rimanere sospesi a mezz’aria… tu sei così, sconvolgente e definitiva, puro vetro.
Capita spesso, in età vicina alla mia, di percepire la sensazione d’essere arrivati, d’essersi assestati e di poter cominciare a praticare la maturità, almeno la maturità come l’ho vista io…nel senso di consolidamento del corpo, virilmente rassegnato alla propria evocazione alla morte…proprio per questo, così pieno di se, pieno di giorni, pieno di passato, di presente e di ricordi, pieno di voglia di stare bene e di aspettare; questo senso sereno di mortalità, io l’ho perduto il giorno in cui ci siamo incontrati, l’ho perduto vedendo te che t’affannavi nella sopravvivenza, al rimescolarsi delle tue stesse viscere, della carne viva sotto la tua pelle, così fradicia d’anima, che non è mai riuscita a farti confondere tra la gente.
Io ho tirato fuori dall’incontro con la tua diversità, una sensazione nuova, vivace, dolorosa anche, la sensazione di scoprire l’esistenza di un punto d’arrivo, fuori da me, altro da me, la sensazione e la certezza di dover rimandare di molto, il momento di fermarsi.
E m’hai saputo parlare come nessuno prima di te…
Mi hai fatto vedere dietro l’uomo borioso e spavaldo il bambino e spaventato e il suo pianto offeso, ed è arrivata la paura, il terrore dell’imminenza del fallimento, della perdita e da li l’innesco autodistruttivo di un’aspirale di azioni e reazioni che m’hanno portato velocemente a distruggere tutto…quando ci si trova innamorati, si ha la sensazione che le immense diversità tra noi collassino a favore di un nuovo uno…eppure non è vero…è il risveglio da questa condizione è un risveglio sudato, è la scoperta ogni giorno di una nuova porzione di spazio tra l’uno e l’altro, tra a me e te…uno spazio che non sembra praticabile, è qui che t’ho perduta, nel rinnegare nella pratica di ogni minuto la distanza che ci distingueva eppure ci faceva liberi.
Ti scrivo e sono qui travolto dalla perdita di questa occasione, sento un sangue nero e denso di coaguli, ognuno una sofferenza, ognuno una parola non detta, o detta di troppo.
Ti scrivo della mia voglia semplice, umana, forse infantile, di smettere di soffrire e di pensare.
Ti scrivo di questa grande cosa nostra. Ti scrivo… "
Mundo Civilizado

domenica, luglio 06, 2008


{Siamo barche di carta,
se ci bagniamo è fatta.
Non so se piango per lei, per me,
perchè la morte esiste,
o perchè esiste troppa vita.
Non so se piango per egoismo o per paura.
O forse semplicemente per nostalgia,
per la consapevolezza che un'altra parte di
infanzia se ne sta andando.
Non so se il motivo per il quale sto piangendo è
il frastuono di questa maledetta
realtà,
o il terrore dei "per sempre"}