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L'Islanda, per me

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  L'Islanda, per me, non esiste, è finta, ne sono convinta. Is?-landa... il paese che c'è? O il paese che esiste nella mente di chi lo vuole vedere? Forse ho solo sognato di fare un viaggio, dopo tanto tempo. Forse è una variante ancora non studiata, la più potente. Sta di fatto che mi pare di essere stata al confine del mondo, su un fazzoletto di terra che si condensa in mastodontici piruli fatti di lava, invece che di sabbia bagnata, dove i brufoli del mondo schizzano una bava infuocata e la terra ribolle sotto ad una specie aliena di plancton che sguazza nel cielo. Credo di aver sognato di essere stata su uno scampolo di mondo dove le corolle dei fiori ricamate di cotone profumano come se fosse il loro primo giorno di primavera. Dove le montagne - che sembrano matite mal temperate - si nascondono sotto alla soffice coperta del muschio, spessa e dai lembi sgualciti, che giunge sino all'oceano artico. Dove perfino i sassi sono opere d'arte che godono di vita propria e ...

Le vent nous portera

Je n'ai pas peur de la route (...) Tout disparaîtra mais Le vent nous portera Ce parfum de nos années mortes Ce qui peut frapper à ta porte Infinité de destins On en pose un et qu'est-ce qu'on en retient? Le vent l'emportera

I miei capelli tagliano come lame

I miei capelli tagliano come lame Si insinuano come tentacoli in ogni parte del mio viso Come giovani che pretendono di essere considerati I miei capelli sono in rivolta Lanciano continuamente molotov Ma si sa che i passi finali sono sempre i più difficili Ci si arriva sciabattando Sfiniti dalle intemperie umane E da una disorganizzazione così radicata Da sentirsi inadeguati sempre, come i miei capelli.

Le verità è che eravamo tutte innamorate di te

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Libero, ma che si fa così? Ma che è? Ma te pare che uno se ne possa andare de botto e lasciarci tutti a bocca asciutta, ma proprio quest'anno poi? Che doveva essere l'anno tanto atteso da noi fanatici di Santa Maradona? Noi che pensiamo da Santa Maradona, che sogniamo e che scriviamo come se ci fossimo rimasti incastrati dentro a quel film, dobbiamo proprio sbaraccare tutto, lo spettacolo è finito, senza nemmeno i titoli di coda? Proprio te che tanto decantavi che la morte non esiste, dovevi farcela provare per farci capire l'antifona? Beh, non c'era mica bisogno di un atto dimostrativo, te lo assicuro. E i tuoi figli adesso? Adesso come si fa ad aggiustare le cose, eh? Ce lo spieghi tu? Sì, ti prego, spiegacelo perché io non so se esiste un antidoto che faccia sparire dai tuoi bimbi quel velo di malinconia al quadrato che si porteranno dietro. Dovremo andare in giro con gli occhiali da sole per gli anni che ci restano, e te lo dice una che non ti conosceva nemmeno ma ...

Doveromentrecadevano

Passeggiavo con due giovani colleghe quando mi sentii porre quella domanda. Quella che da sempre cerco di sviare... dov'ero io mentre loro osservavano i Teletubbies trasformarsi in uno speciale del TG? Io ero più grande di loro e di più ancora mi ci sentivo, adulta ed emancipata. Anche se quando rincasai e vidi in TV il fumo uscire da quelli che mi sembravano grattacieli qualsiasi e mia madre con gli occhi sbarrati, ricordo di aver gioito all'idea di non dover pescare un alibi dal mazzo che mi ero appena inventata per giustificare l'ingiustificabile. Fui talmente fortunata che non mi guardò nemmeno in viso, dove stavano limpidi i segni di un pomeriggio d'amore clandestino. Ma in fin dei conti, perché vergognarsi per aver piegato qualche pannocchia? Loro si sarebbero potute rialzare, un giorno. Da: doveromentrecadevano

I pinguini sul cranio

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Tu eri le consonanti Io le vocali Noi, prigionieri di vibrazioni Tu, della stessa sostanza dei delfini Tu, il terzo pianeta Il mio pezzo più eclissato Sei sempre stato nello specchio dietro di me Ti penso come sento un organo malato o guardando le nuvole partire Attraversi la mente come lampi Riesco a sentire i tuoi giudizi, la rabbia Vedo il veleno nei tuoi occhi Alle fine ci siamo scambiati pezzi di vita Abbiamo condiviso l'altalena della morte Ma io, ero asueffatta dall'amore Incapace di distinguere la stella polare  

Spore

Eppure avrei potuto gettare quelle spore di malignità Le tue lettere ne sono cariche più di foglie di felce Invece sono sempre state con me Così da poterle innescare a mio piacimento Sarà che se metti un palloncino nella stanza dei cuscini Nulla gli impedirà di raggrinzarsi. Mi sembra di essere uscita da un'apnea durata quattordici anni Le tue parole, metastasi che intaccano organi ignari Ho l'impressione che l'infezione che ho da qualche parte Non verrà facilmente scovata In questo corpo che altro non è Che la somma di istanti spaziotemporali Di cui fai parte anche tu.