- sì alla vita, 2025 -
…sì a Lake Elizabeth e ai suoi timidi ornitorinchi, sì alla mia prima presentazione al Salone del Libro, sì ad essere riportata a casa dopo il viaggio più pazzesco di sempre da Daniele Mencarelli, sì ai mini pinguini di Penneshaw, sì al battesimo del mare, sì alla telefonata di Marco Ponti nel giorno del compleanno di Libero, sì a dormire sotto ad un koala al Portland Holiday Village, sì a tornare a presentare un libro da Pangea con Davide, sì a riabbracciare Abdul anche se in una casa circondariale, sì a vedere finalmente David Spiegelhalter al CICAP fest, sì a chi mi ha detto "oggi grazie a te mi sono sentita meno sola", sì a fare colazione con Antonio Scurati, sì a "The Soul Trembles", sì al regalo di Emanuel alla mia presentazione nella sua scuola a Città di Castello, sì al Santa Maradona Day, sì a parlare di statistica al Fake Show di Bologna la stessa settimana in cui 20 anni prima ci ho iniziato l'università, sì a incontrare il figlio dell'ultima principessa birmana alle Eolie e scoprire che vivevamo nello stesso quartiere, sì al polpo Strombolicchio nella spiaggia Ficogrande, sì al re di Kowloon e alla sua scritta al terminal di Hong Kong sotto plexiglass, sì ad andare in ufficio in moto col mio manager, sì a fare brutto alle seppie, meno sì alla psicoterapia familiare fortunatamente su Zoom che altrimenti sarei già in galera, sì alla presentazione con Riccardo alla libreria Essai, a Exarchia, agli uraniodì, ai nocciolini di Chivasso, sì alle cose pazzerelle che il vino australiano fa fare, sì a Shanti House, a Marco che ha conosciuto DubFx prima che il mondo lo conoscesse, alle lucciole e ai coniglietti di Rorà, sì a fare wild horse watching al parco dell'Aveto, alle sceneggiatura n. 109 di Santa Maradona, alla Great Ocean Road, sì all'espressione di Nazario quando ci ha visti al circolo Artisi di Savona, agli straordinari dei filippini che ti salvano il culo, a Francesco che mi impone un corso sull'autostima, a chi fischia alle rondini, a Craftissimo con Eleonora, a Come nei giorni migliori, sì a scoprire e ad emozionarsi con Bruce Chatwin, sì ad annusare le cacche balsamiche di koala, a Freakonomics, a fare la modella per Gaetano sulla pista 500, agli ideogrammi del museo archeologico nazionale greco, a L'amore in Italia, a giocare a scacchi con Lucio, sì al cordino coi girasoli e ai pochi che lo riconoscono, al caso Diabolich, a fare un regalo a qualcuno quando sai quanto lo desidera, sì a tutti gli abbracci di Marco Ponti, sì ai canguri che somigliano a Splinter, a Terranuova Bracciolini, allo sfincione, al Viet cafè, alle sedie strambe del museo dell'automobile con Gloria e la sua banda, ad andare alla Città del sole a spendere come meglio credo soldi non miei, all'aperitivo al Fetish, a Safestay monastiraki, all'osteria dell'Acquolina, sì al canto delle aborigene al Simpson's Gap e ad essere riconosciuti da una di loro ad Alice Springs, a tornare a Parigi dopo 8 anni e portare la neve, a quando Uber ti vuole ringraziare e ti manda delle Tesla, a Supper Inn e ai suoi dumpling fritti, a Sarah che alloggia nell'hotel dove Cesare Pavese trascorse la sua ultima notte, sì alle scuse just in case o just because degli amici-amici dopo aver letto il mio diario, sì alla festa Madonna 40 per Ilaria, a Giumeo, a Stomaco, ai festeggiamenti per i fourtythree (o fottiti) di Riccardo, alla Fabbrica di nuvole di Lee Miller, a WikiCamps, a fare snorkeling all'isola di Bargeggi, alla fessoterapia, a scoprire che in realtà Lory è un grande cuoco e io una brutta persona, a Re Chichinella, sì alla serenata collettiva per Greta, sì a rivedere Ettore dopo 7 anni, a seguire una lezione di Silvia al campus Einaudi, alla torta cretese, a via Muratori 7, alla signora dei cioccolatini, sì agli ultimi dromedari selvaggi nel cuore rosso australiano, a prendere il sole fra le papere del lungo Po, a Enrico Brizzi e Omar Pedrini insieme al Salone per Due, a chi mi dice 'please Paola don't stress that much' e che brucierei, a Intelligenzae, a Koukaki, alla sciara dello Stromboli, oui à Fontenay sous bois et à Montreau, al Borealis con il suo confessionale che assomiglia più ad un ascensore ma con la tessera per l'inclusione, agli amici belli che salvano i genitori dell'alcolismo, a Gesù figlio de Er Pantera, alle manifestazioni Pro Palestina libera e alla Sigmund Flotilla, à Les clanchistes, al camping Leo, alla panna alla grappa di Bruna, a chi caca-pipi-talisme, ai dolmadakia, a Kings Canyon e ai suoi cavalli ma meno sì alla strada non asfaltata, all’affascinante sex ratio at birth, alla magia dell'avena, a Ellery Creek Big Hole, ai gemistà, ai nonnini padovani Flavia e Bruno, a curare la depressione post Australia con DubFx e Woodnote, alla crema lotus, all'asciugamano di Decathlon come velo della madonna hawaiana e santa maradoniana, alle fochezze di Cape Couedic, ai miei primi ramponcini, a Martina che vive di fronte al Mom, ai capperi dolci di Stromboli, alle remarkable rocks che avrei definito piuttosto amazing, a chi è costretto a mettere gli airtag agli amici sbronzi che altrimenti si perdono, a padre Kavinda, a via Alessandria caput mundi, agli Orti generali e alle sue vacche scozzesi, all'Acropoli, sì ad Uluru al tramonto col temporale ma inaspettatamente più sì a Kata Tjuta con le sue gole, all'ovamaltina, all'aperitivo da Ingrid, a Michele allo Strega, sì al regalo più bello di non Natale ovvero a Paola, sì a chi vorrebbe accarezzare il latte, sì a Feltri fatto da Crozza, all'attesa infinita di un autobus a Pieve che mi ha fatta conoscere a Cristina, a Inunzaja, al Musée Carnavalet e alla stanza di quello sfigato adorabile di Proust, agli ottant'anni di liberazione dal nazifascismo, sì a Misurare il salto delle rane, sì al trenino col telefono in mano perché Maracaibo non è mai abbastanza, all'orrido di Bellano, a Natalia Cangi come presentatrice, alla visita guidata al carcere de Le nuove, al pilates di mattina al parco, sì ad avere per una domenica una famiglia normale, a chi vomita dal gomito, a chi ha la testa spessa, a vedere gli stambecchi da vicinissimo, alla spiaggia Scario coi suoi muratori, all'atmosfera da Avli e al suo gatto sarnoso, sì a Ciga che è molto meglio di una madre, a Stefy che invece di andare in maternità è andata in malattia, a Nullawarre, a passeggiare con i canguri a Kangaroo Island, sì alla vita da van, a Cedric ed Elodie (e Betty), al bramito dei cervi, alle gite a Piacenza per vedere Sara, a scoprire in colpevole ritardo i Fontaines D.C., sì a vedere Les poupettes rousse con Flavia, alla Lou Kau Mansion, alla canzone di Naza su radio Capital, sì alla fischiettata con uccellino al Ghost Gum Walk, a Duccio e Ilaria come catsitter, agli asinelli di Acquagaia, alla scarpetteria di Ettore, sì al weekend da un monte bianco al giorno, a Totoro, alla carbonara veg di E'den, purtroppo sì a Hind Rajab, al Vuna, a Consonno, al pranzo al Vicolo 4, ai Sikter, a chi l'è tutunautciulè, alle Officine Ferroviarie, ai camosci dalla seggiovia a Chamois, al concerto dei Chinese Man allo Zenith che non definirei lounge, ai pellicani di Lake Albert, all'hotel Onda azzurra con le sue colazioni vegan, a tutto ciò che è skibidi, assolutamrnte sì a Carlton e ai complimenti raccolti per strada la nostra prima sera, a Crossways, al lago rosa di Meningie, sì al pensiero dell'amico con tre figli che mi spinge a spendere soldi con meno parsimonia del dovuto, a chi dorme cinque ore per prendere un caffè con me, a Carramba 41, al giorno dopo una festa a casa, al Secolo mobile, alle Pagliacce Cabaret allo spazio Dilà, a La Revue, al calendario degli sfigatti, a Vicolo del Barbi 5, al Blue Tree Project, a Maria Venier serva del potere, alle cartelle Alta Finanza, alla Stuart Highway e alle sue aquile, a Van Ver Burger, al monte bianco al caramello, ad andare a vedere il fratello di Maria fare stand-up, a non dover vivere a Coober Pedy, alle bouganville di Panarea, ad Atene finalmente, a Carducci che vuole andare a Mondovì, a Twelve Apostles, al giudice scansafatiche che però almeno ha dato la sua decisione positiva alla sentenza, alla Vegemite, al tramonto da Pollara grazie al signor Pietro, a giappo Mama's kitchen, alla foresta pietrificata di Bridgewater, al pranzo da Mangiamore, no e sì a No other land, sì a vedere finalmente Santa Maradona al cinema, agli ictus che ringiovaniscono, a via Rialto 2, a Mitch Epstein, alla sorella di Ettore che si è sposata con Emorroidi, sì alla colonia di flying fox sulla Yarra, ad Adolescence, a Wildlife Wonders ad Apollo Bay, al piano sequenza la Mole, alla torta baciocca di Borzonasca, a chi è convintissimo che -5 al quadrato dia -25 e fa una figura di merda planetaria, ai pastel de nata di Macao, all'inquietante grasso d'oca da Veggie Kingdom, alla pasta reale di Tortorici, a via Stampatori 4, alla zuppa di noci di Andrea, alla (forse) prigione di Socrate, alle rovine di São Paulo a fianco al tempio di Na Tcha, alla serata torinese di chiacchiere con Giusy, a scoprire i gatti polidattili, sì a Pantareno, ai feticisti dei peti, a chi pensa che le seppie siano ad anelli e a chi pensa che sia normale cagare una volta a settimana, agli scoiattoli marini, a Laura Formenti, a incontrare finalmente Marta dal vivo, ai karaoke in bagno, a palazzo Mari, sì a perdermi ancora per Padova, alla Casa Lo Schiavo e alle Tiziane, agli attacchi dei cacatua, sì a Ho conosciuto Kurt Cobain, all'effetto sbronza delle mie presentazioni, alla bellezza di Phillip Island, alla gatto mobile, al sempre giovane Pepe Mujica mannaggia, alla dipendenza da tahina, a Jigeenyi, alla carbonara veg di Idem con patate, al pane cunzato, al bel Teatro della Caduta, ai birrini sul lungo Po, a recapitare diari all'hotel Victoria, a Cecilia di Sciacco e Daniela finalmente madre dei suoi figli per davvero, ai pastis al Pastis, alla festa quasi a sorpresa per Giuliana, ai brunch da Barbiturici, ai figli tamarri di Gloria e Dario, a Sant'Agata di Militello e alle feste a sorpresa per Greta al bar Karibe, a Ciccio Speranza, al parco Coroong e ai suoi dingo, alla colomba con la fava tonka di Dani, alla pizza da Brunetti a Melbourne, a Carol Rama, a Salina col signor Sergio ma senza figli unici, al burraco, a Cefalù, al lofos dell'Aeropago, ai fascisti fritti così almeno so' bboni, non troppo sì ai #nopiena, a Kafeneio Ivis, sì al Tempio di Man Mo, a Il seme del fico sacro, al servizio transfer del gambero per Lingua, sì alla presentazione al CIRP, sì a Noli, ai Gatti da guardia della statistica, a Torre Garbonogara e alla salvia fritta, all'Hells Hole di Mount Gambier, meno sì alle faide fra afasici che mi costano una presentazione al Circolo, alla vista dall'Anglais, a Willy Peyote che fa gli auguri alla Manu per il suo compleanno, a 200 lire che resiste, a dare della stronza ad una kagna maledetta - ma meno sì ad essere registrata, a chi prende dei veneti per stranieri, all'Hiroshima Mon Amour finalmente, ad Alimē, alle zone pedonali, a fare i fanghi a Vulcano, sì alla birra alle castagne del birrificio Grado Plato, al terribile fascino del Monster Building di Hong Kong, alle due settimane di vacanza a Torino, a Danai e Paolo col piccolo Febo, a chi crede che le oche migrino nelle stive degli aerei, a Berlusconi che continua a fare del bene anche da lassù (sarcasm!), a tornare da Franco, alle colazioni da SalinArte, sì al fonico del Salone, a Sferracavallo e alla torta gelato con ben cinque gusti, all'Essensorie, allo chef cinese che fa da mangiare per Abdul e in cambio impara l'italiano, alle pietre che respirano, ai wallaby che si menano mani in faccia, al mio rapporto epistolare con l'URP, a Una Marina di Libri, alla serata Sangue nostro, al gelato al gusto Santa Maradona, a Bondormì, al Museo dell'Inquisizione di Palermo, al nome di Kavi che ha bruciato sul tavolo, sì a quando entri in un supermercato e ti accorgi che stanno dando una canzone di Venditti e allora temporeggi, alle risate dei kookaburra col parrucchino e a tutti gli uccelli magnifici visti in Australia, a Desired landscape, al giro in barca attorno ad Alicudi con Sandro, a tutti i campanelli coi nostri nomi in giro per l'Italia, al Dandenoon National Park con le sue calle come fossero margherite, ai limoni in Vanchilia per i manifestanti dell’Askatasuna, sì a scoprire che per mio padre sono intelligente, all'addio al nubilato di Greta da Dinastia dove piovono topi morti, a Il sogno di Benigni, ad Anafiotika, alle promozioni da Plant Bun, a Flinders Chase National Park, all'agriturismo Miandette e agli alpaca di Prali, sì a quando la figlia della tua prof di matematica ti scrive per farti i complimenti, a via delle Cinque Giornate 21, ai leoni marini di Seal Bay, a 'tossiamo insieme' a Tosse, al cambio delle guardie ateniesi, alle colonie feline eoliane, ai Queen of Saba, agli amici che pensano a te ogni volta che sentono Voglio una pelle splendida, sì alla biblioteca di Cadoneghe che mi ha addirittura pagata per presentare il mio diario ad una sola persona, sì ai bellissimi bagni vecchi di Bormio, agli echidna che mi annusano, a com'è finita l'emu war, a Melbourne o meglio a Batmania, a fare colazione al Queen Elizabeth Market, sì a Lucio che sembra inaspettatamente uno degli Hanson e che conosce i trucchi dei maghi che tagliano le persone a metà, alle creme dei bagni in business, alla cena di Natale all’indiano, al bellissimo matrimonio degli Scorzone che mi ha ridotta ad una maschera di lacrime e mascara, sì alla mia menzione speciale al premio Cesare Guasti e a Renzi che fortunatamente non c'era, sì alla preparazione di un Viaggio, sì ai magnifici cieli stellati australiani, sì ai vermi luminosi e al verso del petauro, sì alla proposta conciliativa della corte d’appello, ad essermi smacchiata dalla vecchiaia, sì ad andare al Gabrio e beccarci David dopo tipo quindici anni, sì agli enormi emu che sbucano dalle foreste e ti fanno sembrare di essere tornata indietro di qualche era geologica, sì all'Australia finalmente, sì all'ansia tour, sì a sognare una vita agli antipodi, sì ai giorni in cui è bello essere vivi…
…sì alla vita…
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